Il segretario di stato statunitense Marco Rubio ha incontrato in Vaticano papa Leone XIV. Al centro del colloquio Cuba, col segretario a rivendicare aiuti all’Isola tramite la Caritas, esenti da controllo governativo. Rubio giorni fa ha confermato l’intenzione di aumentare l’assistenza: ha ricordato i tre milioni di dollari inviati a febbraio – tramite Caritas Cuba – destinati alle vittime dell’uragano Melissa. E ha menzionato anche i sei milioni aggiuntivi che, anche in questo caso, si vorrebbero inoltrare attraverso la Chiesa. Ha però accusato di ostacolarne la distribuzione L’Avana, che da parte sua rivendica il diritto di effettuare controlli, come essenza della propria sovranità.

Le dichiarazioni di Rubio restano contraddittorie: Washington mantiene il blocco petrolifero, e la misura aggrava la crisi energetica e colpisce la popolazione. Da un lato si promettono aiuti – che paiono finalizzati a intaccare la sovranità cubana – e dall’altro si aumenta la pressione economica. A rafforzare le polemiche è poi una recente immagine diffusa dagli Stati Uniti. Rubio appare davanti a una mappa di Cuba, durante una visita al Comando Sud a Miami. Il segretario ha (in parte) minimizzato, parlando di scelta casuale legata alla sala. L’episodio ha però alimentato interrogativi sulle intenzioni degli Stati Uniti: Rubio, figlio di immigrati cubani, è tra i sostenitori della linea dura.

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