Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato un nuovo ordine esecutivo contro Cuba. Il provvedimento, supportato dall’accusa strumentale di violazioni dei diritti umani e corruzione, amplia l’assedio economico verso l’Isla grande. La decisione segue la dichiarazione di «emergenza nazionale», emanata dalla Casa Bianca il 29 gennaio. L’Amministrazione Trump definisce L’Avana una «minaccia straordinaria» per la sicurezza degli Stati Uniti, mostrando una strategia molto chiara: puntare sulla pressione militare e finanziaria, per aggredire la sovranità dell’Isola. Il decreto colpisce funzionari, militari, aziende, e anche chi fornisca assistenza tecnologica o servizi al Governo.

E tra le sanzioni principali spicca il blocco dei beni, cioè il congelamento di proprietà e conti correnti sotto giurisdizione statunitense. Si prevedono poi restrizioni dei visti, ossia il divieto di ingresso negli Stati Uniti per i soggetti sanzionati e i loro familiari adulti. Si minacciano poi sanzioni bancarie: il segretario del Tesoro punirà le banche estere che collaborano con il Governo. Infine l’ordine vieta ai cittadini statunitensi ogni transazione o donazione verso i nomi in lista. Si prevede che i settori colpiti siano l’energetico, il militare, il minerario e il finanziario. La via del dialogo appare chiusa: gli Stati Uniti scelgono la forza economica e militare come arma politica.

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