Gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni contro Cuba, colpendo il conglomerato militare Gaesa (Grupo de administración empresarial sociedad anónima), la sua direttrice Ania Lastres Morera e la società mineraria Moa nickel: impresa mista tra l’azienda statale cubana del nichel Compañía general de níquel, e la canadese Sherritt international. La decisione è stata comunicata il 9 maggio dal segretario di stato Marco Rubio, nel quadro dell’irrigidimento dell’Amministrazione Trump verso l’Isola. Washington accusa Gaesa di operare nei settori finanziari strategici dell’economia: secondo il Dipartimento di stato, il gruppo controllerebbe oltre il 40% dell’economia cubana.
Nel mirino è finita anche Moa nickel, accusata dagli Stati uniti di beneficiare di proprietà, nazionalizzate dopo la Rivoluzione cubana. Rubio ha definito Cuba una piattaforma per operazioni «militari, di intelligence e terroristiche», annunciando nuove misure «nei prossimi giorni e settimane». Le sanzioni arrivano dopo l’ordine esecutivo del presidente Donald Trump, il 1° maggio. Il provvedimento amplia il raggio delle misure coercitive – anche contro le imprese straniere che mantengono rapporti economici con Cuba – soprattutto nei settori di energia, finanza, difesa e sicurezza. Una linea sempre più aggressiva, che L’Avana considera una violazione del diritto internazionale e della sua sovranità.
(Continua).






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