Le Nazioni Unite prendono posizione sulla crisi cubana e sull’inasprimento delle misure statunitensi. Il segretario generale António Guterres ha dichiarato che «non esiste alcuna soluzione militare» per Cuba e ha chiesto un «dialogo costruttivo». Ha espresso «grande preoccupazione» per la situazione umanitaria sull’Isola, e ha ribadito che le sanzioni imposte dagli Stati Uniti «violano il diritto internazionale». Negli ultimi mesi Washington ha rafforzato la pressione economica su Cuba, soprattutto nel settore energetico. Da gennaio è in atto un blocco petrolifero che limita quasi del tutto l’arrivo di carburante. Il 1° maggio il presidente Donald Trump ha firmato un nuovo ordine esecutivo, che estende le sanzioni a imprese e individui stranieri che facciano affari con L’Avana: si prevede il congelamento degli asset negli Stati Uniti.
Guterres ha escluso un confronto col recente caso venezuelano. Ha detto che la situazione è «completamente diversa» rispetto all’operazione che ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro. Intanto restano aperti dei canali di dialogo tra Washington e l’Avana, anche se senza risultati pubblici. In questo contesto Trump ha rilanciato parole dure. Ha affermato che Cuba è «un Paese fallito» e che «sta chiedendo aiuto». Ha aggiunto: «Parleremo». Poi ha annunciato il viaggio a Pechino, per incontrare l’omologo Xi Jinping, alleato dell’Isola.







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