(Prosegue). Quel progetto di crescita verticale si interrompe dopo il 1959, con la Rivoluzione: il lungomare del Malecón non verrà mai riempito dai grattacieli tropicali previsti. Il valore dell’edificio non è solo nell’altezza. In primis l’architettura è gradevolmente semplice: linee pulite, forte sviluppo verticale, pochi elementi decorativi. Inoltre diversi studiosi sottolineano il buon rapporto con l’ambiente urbano: dialoga con costruzioni più basse e con stili diversi. E poi inserisce una linea verticale in un tessuto orizzontale, e per questo è considerato un caso tipico di modernità caraibica. Negli Anni duemila l’immobile attraversa fasi di degrado e di recupero.
La gestione passa alla società statale immobiliare Palco. Gli interventi di ristrutturazione si intensificano intorno al 2015. In quel periodo, con il riavvicinamento tra Cuba e Stati Uniti durante la Presidenza Obama, circolano ipotesi su un possibile uso diplomatico. Si parla di appartamenti destinati alla futura Ambasciata statunitense. L’ipotesi non si concretizza, e la sede riapre nella storica ubicazione sul Malecón. Oggi il Someillán resta un edificio residenziale e direzionale, affittato per abitazioni e uffici. A quasi 70 anni dalla costruzione, continua a segnare il paesaggio del Vedado. È una presenza discreta, un segno della stagione in cui L’Avana cercò di crescere verso l’alto, guardando al mare.






Rispondi