Washington punta al collasso di Cuba entro l’estate. Lo rivelano funzionari statunitensi ad “Axios”, che descrivono la strategia del presidente Donald Trump come una «aceleración» dell’accerchiamento. L’obiettivo è il punto di rottura entro l’estate: caldo estremo, blackout, cibo che si deteriora. Stanno provando «piani di risposta militare nel caso in cui l’Isola cadesse nel caos. Sarà caldo. Le persone non avranno elettricità. Il cibo si deteriora senza refrigerazione. La gente si arrabbierà. Potrebbero uscire per strada. E poi cosa succederà? Non vedo il presidente non fare nulla se c’è repressione», afferma un funzionario. Che aggiunge: «Il presidente non vuole truppe sul terreno per più di 48 ore. Sarebbe un pantano in divenire. La situazione potrebbe complicarsi».
Un consigliere parla di tipica strategia trumpiana: «spingere il nemico per fargli perdere l’equilibrio, pressione, osservare la risposta, più pressione, osservare la risposta, più pressione». «Non abbiamo mai visto questo tipo di pressione», dice Max Meizlish, ex funzionario del Tesoro. «È un gioco completamente nuovo». «Tutto è sul tavolo», ma non vi sono piani d’invasione imminente, secondo un altro funzionario. Il senatore democratico Rubén Gallego avverte: «Gli Stati Uniti tenteranno di rovesciare il Governo cubano, in un modo o nell’altro». Aggiunge però che il 99% dei democratici si opporrà a una guerra.






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