La strategia della «máxima presión económica» entra in una nuova fase. L’Avana teme che il soffocamento finanziario imposto dagli Stati Uniti possa preparare il terreno a uno scontro militare diretto. A lanciare l’allarme è stato il viceministro degli Esteri Carlos Fernández de Cossío, che accusa Washington di voler provocare una crisi umanitaria, per giustificare «azioni più pericolose». La svolta arriva il 1° maggio, quando il presidente Donald Trump firma l’ordine esecutivo 14404. La misura amplia le sanzioni contro energia, difesa, miniere, finanza e sicurezza; e introduce sanzioni secondarie contro le società straniere, che continuano a fare affari con entità colpite.
Il 7 maggio il segretario di stato Marco Rubio ha colpito il mega conglomerato economico-militare Grupo de administración empresarial sociedad anónima, che controlla parte dell’economia, oltre alla società mineraria Moa nickel sociedad anónima e ad alcuni dirigenti. Le aziende straniere hanno tempo fino al 5 giugno per interrompere i rapporti commerciali. La pressione si è già fatta sentire. Le compagnie Hapag-Lloyd e Cma Cgm hanno sospeso prenotazioni di carichi da e verso Cuba. Sherritt international, attiva nel nichel, ha visto crollare il valore delle azioni. Le nuove misure puntano a isolare Cuba dal sistema finanziario internazionale, e a ridurre investimenti, importazioni e accesso ai beni essenziali.






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