Il rimpatrio di 500mila cubani residenti negli Stati Uniti è tra i punti più esplosivi dei negoziati Washington – L’Avana. La Casa Bianca esige questo esodo massiccio, che include i beneficiari del parole umanitario dell’ex presidente Joe Biden e i pregiudicati. L’ex deputato Joe García definisce il tema delicatissimo e controproducente per la Florida, mentre Cuba, in crisi energetica ed economica, non può assorbire questo flusso. Per questo si ipotizza un piano di espulsioni graduali, dilazionato in anni. Il dossier immigrazione è effetto della strategia di massima pressione contro Cuba. Le detenzioni di cubani da parte dell’United states immigration and customs enforcement sono aumentate del 463% tra ottobre ’24 e gennaio ’26, i visti di residenza sono crollati del 99,8%, e quest’anno gli Stati Uniti hanno già deportato 612 cubani.

Il piano di soffocamento economico e militare fa da sfondo alla trattativa, che si basa su altri sette punti, oltre ai rimpatri. Cioè la liberazione degli oltre mille prigionieri politici, le riforme economiche a Cuba, le riforme politiche, le compensazioni per gli espropri avviati nel ’59, la fine dell’embargo, la riammissione di Cuba nel Fondo monetario internazionale e nella Banca mondiale, e lo status commerciale di Nazione più favorita. Il segretario di stato Marco Rubio ha ammesso pochi progressi nei colloqui, ma il canale resta aperto.

Rispondi

POPOLARI

Scopri di più da Havana express

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere