La Difesa civile di Cuba ha diffuso negli ultimi giorni una “Guía familiar para la protección de la población ante una agresión militar”, mentre crescono le tensioni con gli Stati Uniti. Si afferma che Washington «minaccia di aggredire militarmente» l’Isola, e che la priorità è proteggere la popolazione. La guida indica misure concrete. Alle famiglie si chiede di preparare una borsa con beni essenziali: documenti, radio, torcia, acqua, cibo per tre giorni, prodotti per l’igiene e farmaci, oltre a un kit di primo soccorso. Si raccomanda di conoscere i rifugi assegnati in caso di bombardamenti e di assistere anziani, disabili, donne incinte e bambini. In caso di allarme aereo, si invita a raggiungere scantinati o strutture sotterranee ed evitare strade e spazi aperti.

Tutto ciò s’inserisce in uno scenario di pressione: da gennaio Washington ha irrigidito le sanzioni, e molti evocano scenari militari. Intanto la crisi energetica pesa gravemente sul sistema sanitario. L’Organizzazione mondiale della sanità segnala il rinvio di 100mila interventi chirurgici, oltre 11mila su minori. Crescono i rischi di malaria e chikungunya. La carenza di carburante limita i servizi e l’accesso alle cure, anche per le donne incinte. Una strategia che punta sul «regime collapse»: un collasso tramite soffocamento economico, che appare sempre più come una versione moderna dell’assedio medievale.

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