Nuova tensione tra Washington e L’Avana sul dossier militare. Un’inchiesta della rivista “Axios”, basata su fonti e materiali classificati, sostiene che Cuba avrebbe acquisito oltre 300 droni dal ’23 – anche con il supporto di Iran e Russia – e che ne avrebbe valutato l’impiego. Contro la Base di Guantánamo, e obiettivi in Florida. Accuse respinte dal ministro degli Esteri Bruno Rodríguez, che ha parlato di «expediente fraudulento» costruito dagli Stati Uniti per giustificare nuove misure ostili. «Cuba non minaccia nessuno», ha scritto, rivendicando il diritto alla difesa secondo la Carta delle Nazioni Unite. Sulla stessa linea il viceministro degli Esteri Carlos Fernández de Cossío.

Il contesto è quello di una pressione crescente: voli di ricognizione vicino all’Isola e possibili nuove sanzioni. Per L’Avana questa è una strategia di regime collapse fondata sul soffocamento economico, che equivale a una versione moderna dell’assedio medievale. In questo quadro si inserisce la visita a sorpresa del direttore della Central intelligence agency (Cia), John Ratcliffe, resa nota giorni fa dalle Autorità cubane. Il capo dell’intelligence ha incontrato rappresentanti del Ministero dell’Interno, tra cui il ministro Lázaro Álvarez Casas e il colonnello Raúl Guillermo “El Cangrejo” Rodríguez Castro. Secondo L’Avana, l’incontro avrebbe «dimostrato» che Cuba non rappresenta una minaccia.

Una risposta a “Assedio medievale trumpiano, ora anche il pretesto dei droni”

  1. […] Assedio medievale trumpiano, ora anche il pretesto dei droni […]

Rispondi

POPOLARI

Scopri di più da Havana express

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere