Le nuove sanzioni energetiche degli Stati Uniti producono già effetti concreti sul traffico marittimo verso Cuba. Dopo l’Ordine esecutivo firmato il 1° maggio dal presidente Donald Trump, le compagnie Hapag (Hamburg-amerikanische packetfahrt-aktien-gesellschaft) – Lloyd e Cma Cgm (Compagnie maritime d’affrètement Compagnie générale maritime) hanno sospeso l’accettazione di nuove prenotazioni legate all’Isola. È uno stop booking temporaneo, in vigore almeno fino al 5 giugno: la data fissata da Washington per l’uscita delle imprese coinvolte nei settori colpiti. La misura si inserisce nel più ampio blocco energetico e finanziario, che mira a colpire nodi chiave dell’economia cubana: tra cui il conglomerato militare Gaesa (Grupo de administración empresarial sociedad anónima – Gruppo di amministrazione aziendale delle Forze armate) già sanzionato.

Il ritiro di Sherritt, e ora lo stop delle grandi compagnie di navigazione, segnalano un effetto a catena su forniture e logistica. Sul piano economico, oltre che politico-giudiziario, la pressione potrebbe aumentare. Fonti citate dal giornale “Miami Herald” indicano che gli Stati Uniti preparano un’incriminazione formale, per il caso di Hermanos al rescate del 1996, contro l’ex presidente Raúl Castro: questi all’epoca era il ministro delle Forze armate rivoluzionarie (Far). L’accusa, se confermata, può aprire la strada a nuove sanzioni.

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