Oscar Pérez-Oliva, titolare del Ministerio del Comercio exterior y la inversión extranjera, ha annunciato che i cubani residenti all’estero potranno investire nel settore privato dell’Isola. La misura segue le affermazioni del presidente Miguel Díaz-Canel. «Cuba è aperta ad avere un rapporto commerciale fluido con le aziende statunitensi» e «anche con i cubani residenti negli Stati Uniti e con i loro discendenti», ha detto Pérez-Oliva. Le novità riguardano in primis il settore imprenditoriale e quello fondiario. Gli emigrati potranno associarsi a imprese private, stabilire alleanze con enti statali e ricevere terre in usufrutto per progetti agricoli. Gli investimenti riguarderanno anche grandi infrastrutture, e i settori minerario, energetico e turistico.
E poi vi sono le novità circa il sistema finanziario. Sarà cioè possibile, per gli emigrati, aprire e operare in conti bancari in valuta estera, presso banche cubane. Previa autorizzazione del Banco central de Cuba, i residenti all’estero potranno partecipare a banche d’affari e istituzioni finanziarie non bancarie, oltre a poter a creare fondi di cooperazione. Restano incertezze, secondo i più critici, sia sulle garanzie contro possibili confische, sia sull’effettiva entrata in vigore delle leggi su migrazione e cittadinanza. Le misure puntano a intercettare rimesse e capitali della diaspora, per contrastare crisi e sanzioni.







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