Sotto il profilo migratorio, la situazione a Cuba è senza precedenti. O tutt’al più può ricordare l’ondata successiva alla Rivoluzione del 1959. Quello a cui stiamo assistendo non è solo un flusso migratorio: è un esodo strutturale che sta cambiando il volto demografico dell’Isola. Qualche numero per capire questo spopolamento record. Secondo i dati ufficiali del Governo, dal 2015 la popolazione sarebbe diminuita di poco più del 13 per cento. Tuttavia una valutazione molto più alta e credibile è quella proposta dal demografo cubano Juan Carlos Albizu-Campos: a suo giudizio, negli ultimi cinque anni, sono emigrati circa 2,7 milioni di cubani, (e 800mila nel solo 2024).

Mentre per il periodo tra il 2022 e l’inizio del 2026, oltre 850mila cubani sarebbero entrati negli Stati Uniti, attraverso canali sia regolari che irregolari. Inevitabile il crollo demografico, con una popolazione ormai abbondantemente al di sotto dei dieci milioni. E inoltre il 68% di chi è partito – soprattutto professionisti – avrebbe meno di 40 anni. Un fenomeno che può essere interpretato appieno solo dall’arte, e in particolare dalla letteratura. Per questo siamo qui a consigliarvi il romanzo “Come polvere nel vento”, dello scrittore cubano Leonardo Padura Fuentes: «Forse la più emozionante, profonda e coinvolgente rappresentazione letteraria dell’esilio mai scritta in spagnolo», per dirla con “El Mundo”.

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