L’allarme per la violenza sulle donne a Cuba, cresce ancora. Secondo le piattaforme indipendenti Alas tensas e Yo sí te creo, il numero dei femminicidi è salito a 15, dall’inizio del 2026. Gli ultimi due casi sono avvenuti il 7 aprile, in zone rurali. Nella provincia di Pinar del Río, la 26enne Yarisleidis Saavedra Hernández è stata uccisa dal padre. La giovane è morta mentre cercava di difendere la madre dall’aggressione dell’uomo, che poi si è suicidato. Yarisleidis lascia una figlia piccola. Nello stesso giorno, nella provincia di Las Tunas, è stata uccisa Maylén Fernández Soriano, anche lei di 26 anni. Il colpevole è il compagno. L’omicidio è avvenuto davanti al figlio della coppia.
Maylén è morta durante il trasporto in ospedale su un carro trainato da buoi; non c’erano altri mezzi di soccorso. Oltre ai 15 decessi, le attiviste segnalano per quest’anno otto tentati femminicidi, e sette casi in fase di indagine. Nel 2025 i femminicidi accertati dalle associazioni erano stati 48, che si aggiungevano alle 40 sparizioni. La maggior parte degli aggressori erano partner (22) o ex partner (18) delle vittime, pari all’83,3 per cento. Prevalgono ovviamente gli eventi legati alla sfera domestica: sono 30, il 62,5 per cento. Il Governo dichiara «tolleranza zero» contro la violenza di genere, ma le attiviste denunciano la mancanza di aiuti concreti e di misure di prevenzione efficaci.






Rispondi