Tensione tra Stati Uniti, Cuba e Cina. Il Segretario di stato, Marco Rubio, ha lanciato un nuovo avvertimento su “Fox news”: ha dichiarato che gli Stati Uniti non tollereranno basi militari o centri di spionaggio cinesi, a 90 miglia dalle proprie coste. La replica dell’Avana è stata immediata. Il ministro degli Esteri Bruno Rodríguez ha definito le accuse «pretesti fallaci». Anche la Cina ha smentito la presenza di proprie strutture sull’Isola, e accusa Washington di diffondere calunnie per giustificare le sanzioni. Nel frattempo il Senato ha respinto una proposta dei Democratici, che mirava a limitare i poteri militari del presidente Donald Trump, in un possibile attacco a Cuba.
I Repubblicani hanno bloccato l’iniziativa, confermando la linea dura della Casa Bianca. Trump aveva già firmato, il 29 gennaio, un ordine esecutivo che definisce Cuba una «minaccia insolita e straordinaria». L’escalation è anche militare. La Quarta Flotta ha da poco avviato le manovre Flet (Fleet experimentation) 2026: le esercitazioni utilizzano droni e intelligenza artificiale nelle acque a nord dell’Isola. Queste operazioni servono a testare il nuovo Sawc (Southcom autonomous warfare command), il comando per la guerra autonoma nel Mar dei Caraibi. L’intelligence statunitense cita rapporti del Center for strategic and international studies (Csis) del ’24, per confermare i siti di spionaggio cinesi.






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