Leonardo Padura Fuentes torna a parlare della crisi cubana e chiede «moltissimi cambiamenti» al Gobierno; lo scrittore cubano, intervistato durante la promozione dell’edizione francese di “Ir a La Habana”, dice che le aperture degli ultimi mesi dovrebbero servire «non perché lo chiede Washington, ma perché ne hanno bisogno i cubani. Il popolo ha bisogno di molti cambiamenti economici, sociali e politici». Ha aggiunto di augurarsi che il Governo introduca riforme «rimandate per anni o che non ha avuto il coraggio di fare». Padura ha però definito «imprevedibile» la situazione internazionale. Secondo lui, esiste «una possibilità latente di un’operazione militare» da parte degli Stati Uniti, che a suo giudizio mantengono «una evidente postura imperialista» e «revanscista».
Mentre una guerra avrebbe «conseguenze imprevedibili». Gran parte dell’intervista è stata dedicata al libro, che racconta una città diversa dal passato: «L’Avana è cambiata. C’è stato un processo di deterioramento molto grave della città, delle infrastrutture e perfino umano». Questi collega la situazione alla «lunga crisi economica vissuta negli ultimi trent’anni». Descrive un clima di «disperazione» e «disillusione. La gente ha bisogno che succeda qualcosa. Negli Anni novanta sembrava ci fosse una luce in fondo al tunnel. Poi quella luce è sparita e ormai non sappiamo neppure dove siano le pareti del tunnel».







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