Cuba compie un nuovo passo verso l’apertura al settore privato. Il Consiglio di stato ha pubblicato il Decreto-Ley 133, che autorizza per la prima volta imprese private con più di 100 lavoratori. La norma entrerà in vigore il 9 settembre, e fa parte delle 176 riforme economiche e sociali, approvate dal Governo nel giugno scorso. Le nuove società potranno essere Srl (Sociedad de responsabilidad limitada), se hanno più proprietari, oppure Surl (Sociedad unipersonal de responsabilidad limitada), con un solo proprietario. Potranno aprire sedi in altre Province, fissare prezzi e salari nel rispetto delle regole statali, e svolgere direttamente attività di importazione ed esportazione, previa autorizzazione del Ministero del Commercio estero.

Potranno inoltre associarsi a capitali stranieri. Tra i possibili soci figurano anche cittadini cubani residenti all’estero e stranieri residenti nell’Isola. La riforma arriva nel momento più difficile dell’economia cubana degli ultimi anni. Da gennaio Washington ha intensificato la pressione su Cuba, colpendo in particolare l’accesso al combustibile. L’Isola deve così affrontare carenze energetiche, inflazione, scarsità di beni essenziali e una forte contrazione economica. La legislazione punta a dare spazio a un nuovo modello di imprese, che superino le dimensioni delle attuali mipyme (micro, pequeña y mediana empresa), introdotte nel 2021.

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