L’economia di Cuba vive un momento di estrema difficoltà. È indubbio che i dati dell’Onei (Oficina nacional de estadística e información de la República de Cuba), pubblicati nei giorni scorsi, mostrino un aumento degli stipendi statali: nel 2025 il salario medio è salito a 6930 peso cubano, il che rappresenta una crescita del 19% rispetto al 2024. Tuttavia il potere d’acquisto delle famiglie sta crollando, anche per effetto della svalutazione, e detto valore supera di poco i 12 euro. Secondo l’economista Pavel Vidal, l’inflazione effettiva nel 2025 ha toccato il 70%, mentre la cifra ufficiale del Governo è ferma al 14. Si stima poi che la spesa complessiva di una famiglia di due persone sia salita a 61.710, circa 109 euro: una cifra che rappresenta un aumento rispetto al passato, e riflette l’impatto dell’inflazione.
E stupiscono poi le differenze dei guadagni tra settori e tra Province. Nell’edilizia lo stipendio medio è di 15.320, mentre nei comparti sanitario e scolastico i salari restano bassi, pari rispettivamente a 5600 e 6635. Il settore del commercio è poi il meno pagato, pari a 4728. Anche la geografia conta. L’Avana ha gli stipendi più alti (7911), al contrario l’Isla de la Juventud ha la media più bassa (5582). La crisi è peggiorata a causa del blocco petrolifero imposto dagli Stati Uniti nel 2026: la mancanza di energia causa lunghi blackout e blocca la produzione.






Rispondi