Il bilancio stradale a Cuba resta drammatico, nonostante la carenza di carburante. Tra gennaio e marzo 2026, la Commissione nazionale per la sicurezza stradale ha registrato 1234 incidenti. Il bilancio conta 153 morti, ma in media il dato è inferiore rispetto al 2025. Un aspetto critico riguarda i mezzi statali, responsabili del 50% degli incidenti. E la percentuale sale all’86%, se si considerano solo i sinistri con conseguenze gravi o mortali. L’altra metà degli incidenti è invece causata dal settore privato (auto d’epoca almendrón, veicoli privati e carretti). Chetty Carlos Lastre, capo della Polizia stradale, ha aggiunto che il 74% degli scontri coinvolge moto e tricicli elettrici.

I decessi sono aumentati in cinque aree, rispetto al 2025: le Province dell’Avana, Las Tunas, Sancti Spíritus, Villa Clara e Guantánamo. Il titolare del Ministero dei Trasporti, Eduardo Rodríguez Dávila, attribuisce la colpa al fattore umano: distrazione, mancata precedenza e velocità eccessiva. Mentre il report della Commissione non menziona il cattivo stato delle strade e la mancanza di illuminazione durante i blackout. Per contrastare il fenomeno, il Governo ha annunciato verifiche sui veicoli senza targa e controlli più severi nelle scuole guida. In dicembre le Autorità hanno segnalato 750 decessi (una media di 187 a trimestre): il 18,2% in più rispetto al 2025, quando si registrarono 634.

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