In marzo è stato pubblicato il Decreto ley 114/2025, che istituzionalizza la cooperazione tra l’impresa statale socialista e il settore non statale, introducendo figure giuridiche e procedure specifiche. Punto chiave della riforma, i modelli di associazione. Si autorizza la creazione di «sociedades mixtas internas» (società a responsabilità limitata tra Stato e privati); e saranno consentiti i contratti di associazione economica tra imprese statali e attori non statali, oltreché gli assorbimenti e le acquisizioni di azioni. Si regolamenta poi il regime di acquisizione, stabilendo una gerarchia unilaterale. Le operazioni di assorbimento (acquisizione di patrimonio, passività e personale) sono consentite solo se l’entità che acquisisce è una società anonima a capitale totalmente cubano, o una società a responsabilità limitata statale.
In ogni caso il privato non può assorbire l’ente pubblico. Si definisce poi una sorta di centralizzazione decisionale. Ogni operazione richiede l’approvazione del Ministero dell’Economia, previo avallo dell’organismo superiore dell’ente statale coinvolto. Il Ministero può negare l’unione per motivi di difesa, sicurezza nazionale o inadempienze fiscali. Si norma poi la questione dell’autonomia e dei relativi vincoli: le nuove società possono gestire autonomamente salari e utili, importare ed esportare direttamente, ma solo secondo le leggi vigenti.







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