Isolamento digitale. Tra fine 2025 e inizio 2026, Badoo ha smesso di funzionare in Cuba e Venezuela: un evento improvviso e tutt’altro che tecnico. Il tempismo suggerisce un «innesco» legale: quando un servizio globale sparisce da un giorno all’altro, di solito non è un bug, ma una scelta obbligata. Dietro la decisione c’è con ogni probabilità il peso delle sanzioni statunitensi. Il rafforzamento del blocco contro l’Avana limita non solo commercio ed energia, ma anche l’accesso a tecnologie e piattaforme digitali. È probabile che alla base vi siano le nuove direttive dell’Ofac – Office of foreign assets control (Ufficio per il controllo dei beni esteri). Insomma, spesso queste chiusure repentine coincidono con l’aggiornamento delle licenze emesse dagli Stati Uniti.

È possibile che la licenza che permetteva certi servizi digitali in Venezuela o a Cuba, non sia stata rinnovata: le aziende hanno pochi giorni per staccare la spina prima di essere perseguibili penalmente. O magari il team legale di Bumble (proprietaria di Badoo) ha deciso che il rischio di interpretazione di nuove normative era alto. Oppure ciò risponde solo a una più prosaica logica industriale: le big tech tendono a ridurre i mercati ad alto rischio normativo, e se la conformità legale diventa troppo costosa, si chiude. Il risultato è concreto: milioni di utenti restano esclusi da uno spazio di socialità globale.

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