(Prosegue). Cedendo alle lusinghe o (più probabilmente) alle minacce mafiose e bullizzanti del presidente Donad John Trump. Avremo tempo di affrontare in seguito la questione, ma è a nostro giudizio riprovevole non solo l’insistenza con cui la superpotenza a stelle e strisce cerca di bloccare le missioni mediche cubane; ma anche la cedevolezza dei Governi che hanno fatto ricorso a questi servigi. Basti pensare a quanto è avvenuto in Italia, ove il governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, ha ricevuto la visita sia del console nordamericano a Napoli, sia dell’incaricato d’affari statunitense all’Avana. Sì, non l’ambasciatore a Roma, ma quello che dovrebbe avere il suo ufficio a pochi metri dal Malecón.

Ebbene, ci chiediamo quanto segue: come si può – e non ci riferiamo solo al Governo di Roma, ma all’intero assetto costituzionale italiano – dicevamo, come si può tollerare che la superpotenza globale sia libera di esercitare pressioni sui vertici della Regione più povera d’Italia? Da una parte un’Amministrazione che si fa vanto di non tenere in conto il diritto internazionale, e dall’altra un ente territoriale minore in crisi economica, che deve ricorrere a circa quattrocento medici caraibici. Perché – al di là della critica politica a Palazzo Chigi e alla sua acquiescenza verso il magnate newyorchese – non emerge maggior consapevolezza verso questo scenario distopico?

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