(Prosegue). Un impegno sul fronte informativo che oltre a vigilar le mosse di “Little Marco” – il segretario di stato Marco Rubio – non potrà tacere delle gravi inefficienze del tessuto produttivo né dell’iper-burocrazia, quella macchina infernale che tarperebbe le ali a un’aquila. Né, va da sé, siamo ignari dello scenario illiberale e autocratico; e tuttavia siamo convinti che i cubani stessi devono decidere del loro futuro costituzionale e che certi processi non potranno essere genuini, sotto una pressione colonialista. Che dunque si affronti la sfida dei diritti politici e la questione della libertà d’impresa; e che si parli del premierato o del semi-presidenzialismo. E tuttavia nulla di buono potrà sorgere se certe riforme vengono predisposte mentre sono in corso le intimidazioni trumpiane.
Che puntano essenzialmente – come avremo modo di spiegare in seguito – sia al controllo degli asset economici, sia a una gestione del Paese da remoto, sul modello del Venezuela post Maduro, sia a una cancellazione del recente passato castrista dell’Isola. Un passato, che dovrebbe esser gettato acriticamente nella pattumiera della storia, senza alcuna preoccupazione per possibili polarizzazioni violente in seno alla società. E poi ci occuperemo attentamente sia della solidarietà dall’estero che possa ricevere l’Isola sia degli attori internazionali che invece l’abbandoneranno. (Continua).







Lascia un commento